Criptovalute, evasori al setaccio. Ma i questionari del Fisco sono snobbati
L’amministrazione finanziaria sta avviando i controlli su un campione di soggetti a rischio tra quelli che non hanno regolarizzato gli anni 2023 e 2024
23/09/2026 di Francesco Cerisano e Matteo Rizzi

Criptovalute, evasori al setaccio. Ma i questionari del Fisco sono snobbati - ItaliaOggi.it
L’amministrazione finanziaria sta avviando i controlli su un campione di soggetti a rischio tra quelli che non hanno regolarizzato gli anni ...
L’Agenzia delle Entrate starebbe facendo controlli mirati sulle cripto-attività (bitcoin, token, NFT) relative agli anni 2023 e 2024.
Si concentra su chi non ha aderito alla sanatoria della legge di bilancio 2023 (legge 197/2022).
Hanno ottenuto dati dettagliati dagli exchange (depositi, prelievi, compravendite, permute). Hanno filtrato la platea arrivando a meno di mille soggetti che:hanno generato plusvalenze,
detenevano cripto al 31 dicembre,
hanno fatto apporti.
I controlli (partiti a giugno 2026) consistono principalmente in questionari in cui si chiede di giustificare il costo di acquisto, provenienza della liquidità, acquisti, cessioni, plusvalenze e giacenze di fine anno.
L’articolo sottolinea che finora i risultati sono scarsi perché i destinatari sono “non compliant” e i questionari vengono sostanzialmente ignorati. In prospettiva:Con il D.Lgs. 194/2025 (recepimento DAC8) dal 30 giugno 2027 arriverà lo scambio automatico dei dati sugli operatori MiCAR (operazioni 2026).
Dal 30 giugno 2026 il Registro VASP dell’OAM è stato sostituito da Banca d’Italia e Consob.
La sanatoria 2023 (legge 197/2022 + circolare 30/E 2023) con aliquota agevolata del 3,5% + 0,5% è nota.
L’Agenzia ha da anni poteri di richiedere dati agli intermediari (art. 32 DPR 600/1973).
Che lo stia facendo non è sorprendente.
La DAC8 è reale e l’Italia l’ha recepita. Il primo scambio automatico strutturato è previsto per il 2027 (dati 2026). Questo è un fatto normativo.
Il passaggio di vigilanza da OAM a Banca d’Italia/Consob per i VASP è avvenuto con MiCAR.
«Meno di un migliaio di soggetti». Numero molto basso rispetto alla platea potenziale di detentori italiani di crypto.
O l’Agenzia ha dati limitati, o sta facendo controlli simbolici/pilota.
Non ci sono fonti ufficiali AdE a supporto di questo numero (è solo quanto riportato da ItaliaOggi).
«I questionari sono snobbati» e «producono poco o nulla».
È un’affermazione giornalistica.
Non ci sono numeri pubblici di risposte ricevute, di accertamenti definitivi, di recuperato d’imposta o di avvisi di accertamento emessi. Potrebbe essere vero, ma resta aneddotico.
L’idea che stiano «affilando le armi» e passando alle «maniere forti» suona più da titolo che da sostanza.
Finché restano questionari (fase istruttoria), non è ancora accertamento.
Chi risponde male o non risponde rischia di peggiorare la propria posizione (presunzioni), ma molti bitcoiner sanno che senza dati solidi e tracciabilità on-chain completa l’Agenzia fa fatica a ricostruire costi di carico e provenienza, soprattutto su self-custody e exchange esteri non collaborativi.
La “scrematura triplice” (plusvalenze + detenzione fine anno + apporti) suona ragionevole, ma non sappiamo quanto i dati degli exchange siano completi, accurati e ricollegabili a codici fiscali italiani.
Finché si tratta di exchange centralizzati italiani o UE, il Fisco può ottenere dati.
Su wallet hardware, Lightning, coinjoin, monero, exchange offshore o self-custody pura le cose si complicano enormemente.
«Evasori al setaccio» è retorica.
Molti detengono bitcoin da anni senza aver mai venduto (quindi senza plusvalenza realizzata) o hanno fatto operazioni sotto soglie o con costi di carico difficili da contestare.
La vera stretta arriverà (forse) con DAC8 nel 2027, non con questi questionari “artigianali”.
Fino ad allora continua il classico gatto e topo.
FontiArticolo originale: ItaliaOggi, 23 settembre 2026 (unico pezzo di partenza).
Normativa citata nell’articolo: legge 197/2022, circolare AdE 30/E 2023, D.Lgs. 194/2025 (DAC8), MiCAR.
Non risultano (al momento della lettura) comunicati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate che confermino numeri precisi di questionari inviati o tassi di risposta.
In sintesi:
L’Agenzia sta facendo controlli mirati e limitati su chi non ha sanato 2023-2024, basandosi sui dati degli exchange.
I questionari al momento sembrano poco efficaci.
La vera svolta (se arriverà) sarà lo scambio automatico DAC8 dal 2027.
Fino ad allora, come al solito: not your keys, not your coins… e documentatevi bene se vi arriva qualcosa