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X 1 month ago
Anthropic, creatrice del modello di intelligenza artificiale Claude, è l'ultima grande azienda ad aver riconosciuto che la propria tecnologia potrebbe stravolgere il mercato del lavoro, impegnando a investire 200 milioni di dollari (173 milioni di euro) per studiare gli effetti dell'IA sull'occupazione e sull'economia in generale. I fondi saranno destinati a quello che l'azienda chiama “Economic Futures Research Fund”, che sosterrà studi sperimentali e valutazioni di politiche pubbliche che l'azienda ritiene promettenti. In un saggio pubblicato sul suo sito web personale, il CEO Dario Amodei ha sostenuto che l'IA potrebbe sconvolgimenti nel mercato del lavoro ben più ampi e duraturi rispetto alle precedenti trasformazioni tecnologiche, e ha suggerito che le tasse sulle aziende di IA potrebbero un giorno contribuire a finanziare un reddito di base universale. Il quadro proposto da Anthropic illustra come il governo statunitense potrebbe reagire a tre livelli di sconvolgimento causato dall'IA: un tasso di disoccupazione del 5%, del 10% o a un livello “senza precedenti” non meglio specificato. Nello scenario più grave, l'azienda sostiene che sarebbe necessario un sostegno permanente, citando il #RedditoDiBaseUniversale , i modelli di fondi sovrani e la condivisione azionaria come modi per distribuire la ricchezza generata dall'IA. La mossa fa seguito all'impegno assunto lunedì da OpenAI di garantire che i guadagni dell'IA siano “ampiamente condivisi”. Il CEO Sam Altman ha recentemente incontrato il senatore statunitense Bernie Sanders per discutere della possibilità di concedere alla popolazione quote di partecipazione nelle aziende di IA tramite un fondo sovrano pubblico. Entrambe le società si stanno muovendo verso la quotazione in borsa. Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che incontrerà presto i dirigenti del settore dell'IA per discutere di come “restituire” alla popolazione, dicendo ai giornalisti: “Se lo facciamo, la popolazione diventerà molto ricca”. #UBI #UniversalBasicIncome
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X 1 month ago
DAL 13 MAGGIO AL 15 NOVEMBRE FIRMA LA PROPOSTA DI LEGGE Imposta Grandi Patrimoni Il 99% degli italiani non paga nulla. 1%EQUO è una campagna nazionale per una legge di iniziativa popolare. Propone un contributo dall'1 al 3,5% sui patrimoni di meno dell'1% più benestante della popolazione, che ha più di 2 milioni di € oltre alla prima casa. Più del 99% delle persone non pagherà niente di più — anzi ci guadagnerà in servizi pubblici. #TaxTheRich #EatTheRich
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La cura è lo spazio di produzione del desiderio Il desiderio non è mancanza, come diceva Lacan. È flusso, movimento, produzione, alla Deleuze. Non qualcosa che possediamo, ma qualcosa che siamo, per dirla alla Erich Fromm. In senso spinoziano, ogni corpo tende ad accrescere la propria potenza di esistere; è un tutto desiderante, perché tutto è libidine che si dispiega tramite forze, affetti, intensità. Ma il desiderio non è ordinato. È anarchico, nomade, schizofrenico...
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X 1 month ago
Il programma del #PartitoCapibara Il capitalismo è una prigione cognitiva. Ci ha indotto a credere che la sua logica sia inevitabile: che il lavoro sia una necessità, che la scarsità sia naturale, che il benessere diffuso sia un’utopia irrealizzabile. Eppure, mai come oggi, questa narrazione si scontra con un’evidenza schiacciante: l’umanità dispone di risorse e tecnologie sufficienti a garantire a tutt3 una vita libera dall’ansia della sopravviven za... Il comunismo di lusso non è un sogno. È un programma di governo. Le macchine già lavorano per noi. La ricchezza è qui. La libertà è solo sequestrata. Noi veniamo a riprenderci tutto.
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X 1 month ago
Settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1.560 euro mensili e tutti i bisogni fondamentali – casa, cibo, trasporti e non solo – pienamente gratuiti. A chi non piacerebbe un programma politico del genere? Ecco, c’è qualcuno che queste proposte non le vede come un’utopia irragiungibile ma come obiettivi perfettamente realizzabili. Si tratta del #PartitoCapibara , una formazione politica nata online e che da qualche tempo ha cominciato a farsi conoscere sui social, anche grazie all’estetica ipercolorata e alle proposte decisamente inusuali per il dibattito politico tradizionale.
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X 1 month ago
Sarebbe un grave errore pensare che il progetto dell' #Ubi sia destinato al fallimento, nonostante i dati di fatto che indicano nel «ritorno alla disuguaglianza» una tendenza prevalente, se non addirittura irresistibile. Il ragionamento può e deve essere ribaltato: l'energia liberata dal progetto dell'Ubi, che è uno degli ingredienti essenziali di una «utopia per realisti» dei nostri anni, può diventare un'arma straordinariamente potente nella lotta per invertire una tendenza tanto sinistra, pericolosa, potenzialmente catastrofica. - Zygmunt Bauman, "Retrotopia" #UniversalBasicIncome #RedditoDiBaseUnivesale Incondizionato
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X 1 month ago
🔴 CONTROLLATE DA CHI? È successo di nuovo: una professoressa di Torino è stata bloccata e perquisita al controllo passaporti all'aeroporto di Milano Malpensa al rientro da Montreal - dove si era recata per assistere il marito vittima di un incidente - in quanto apparentemente segnalata come “persona pericolosa”, nonostante non abbia precedenti penali. ▼ Casi analoghi hanno coinvolto decine di persone attive nel movimento negli ultimi due anni, che sono state costrette a volte a perdere il volo o a scendere dal treno. ▼ Sembra che le persone che in questi anni hanno partecipato a manifestazioni di #ExtinctionRebellion siano finite in un registro riservato delle Forze dell’Ordine che dà loro pieni poteri su come controllarle, senza che vi sia mai stato un parere di un giudice. ✊ Esigiamo giustizia insieme, prima che sia troppo tardi per la nostra democrazia #XR
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X 1 month ago
...𝐄 𝐀𝐃𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐂𝐇𝐈𝐔𝐃𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐌𝐄𝐒𝐒𝐈𝐍𝐀 𝐒𝐏𝐀! Il piano giudiziario ci interessa fino a un certo punto. Non ci ritroviamo nel giustizialismo e, soprattutto, pensiamo che le lotte politiche non si vincano nelle aule di tribunale. I procedimenti giudiziari possono contribuire ad accertare responsabilità, rallentare processi decisionali o riparare torti, ma una questione politica può trovare soluzione soltanto sul terreno della politica. E se guardiamo a quella rete di interessi materiali e assetti di potere consolidati, che denunciamo da anni e che l’inchiesta oggi sembra confermare ed esporre pubblicamente, questa lotta politica prende la forma di una rivendicazione ben precisa: chiudere la della Stretto di Messina SpA. #noponte
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X 1 month ago
COMUNICATO DI MILLION MARIJUANA MARCH A SOSTEGNO DI FUCK REMIGRATION 13 GIUGNO – h 15.00 ROMA – COLOSSEO → PIAZZA VITTORIO. Avevamo previsto di partecipare alla giornata di mobilitazione del 13 giugno contro il cosiddetto “Remigration Summit” con una Street Parade antiproibizionista e antirazzista, portando nelle strade di Roma i nostri carri sound, la nostra musica e le modalità che da 25 anni caratterizzano la Million Marijuana March. La Questura ha però negato l'autorizzazione a un ulteriore percorso di manifestazione all'interno della giornata del 13 giugno. Per questo, con grande dispiacere, siamo costretti ad annullare la nostra Street Parade. Resta invece ancora più forte l'invito a partecipare alle mobilitazioni e alle contromanifestazioni contro questo raduno dell’estrema destra europea, costruito attorno a un’idea violenta, razzista e incompatibile con i principi costituzionali di uguaglianza e dignità umana. Come Million Marijuana March esprimiamo il nostro pieno sostegno alle mobilitazioni e alle contromanifestazioni promosse contro questo appuntamento e invitiamo tutte e tutti a partecipare. Dietro la parola “remigrazione” si nasconde infatti un progetto politico fondato su espulsione, discriminazione e segregazione sociale. Non possiamo accettare che Roma diventi la vetrina di chi alimenta xenofobia, deportazioni, suprematismo e politiche autoritarie. Per questo riteniamo importante che le strade della città si riempiano di corpi, voci, musica, colori e pratiche di libertà. È necessario affermare una visione opposta a quella proposta dall'estrema destra: una città fondata sull'incontro invece che sull'esclusione, sulla solidarietà invece che sulla paura, sull'autodeterminazione invece che sul controllo. Nel contesto delle mobilitazioni internazionali che in molti paesi si sono riconosciute nello slogan "No Kings", anche noi rivendichiamo un'idea semplice: nessun re, nessun padrone. Le mobilitazioni che si sono riconosciute in questo slogan esprimono un rifiuto comune delle derive autoritarie, del razzismo, delle economie di guerra, della devastazione ecologica e di ogni modello di potere fondato sul controllo delle vite delle persone. Quello che affrontiamo non è un insieme di problemi separati, ma un sistema globale che produce esclusione, repressione, sfruttamento e disuguaglianza attraverso strumenti diversi ma profondamente connessi tra loro. Il proibizionismo, il razzismo istituzionale, la criminalizzazione della povertà, la guerra, la devastazione ambientale e la costruzione di nuovi confini sono manifestazioni differenti della stessa logica di dominio. In questo quadro, la questione delle droghe, e della cannabis in particolare, non è affatto marginale. Il proibizionismo rappresenta uno degli strumenti più evidenti di questo sistema: alimenta economie criminali e narcomafie, sottrae controllo e sicurezza alle sostanze, produce danni sanitari invece di prevenirli, giustifica politiche repressive e colpisce in modo selettivo le fasce più vulnerabili della popolazione. Si intreccia inoltre storicamente con il razzismo istituzionale, la marginalizzazione sociale e la gestione securitaria delle migrazioni. In Italia questo approccio si è ulteriormente irrigidito attraverso una lunga sequenza di misure securitarie e repressive: dal decreto anti-rave al decreto Caivano fino al nuovo decreto sicurezza. Provvedimenti che hanno ampliato gli strumenti repressivi, introdotto nuove fattispecie di reato, limitato spazi di agibilità sociale e rafforzato una cultura politica fondata sulla punizione e sulla marginalizzazione. Dentro questa stessa impostazione rientrano anche le norme che colpiscono la canapa industriale e l'intera filiera della cannabis light, criminalizzando ancora una volta produzioni, lavoro e pratiche sociali legate a una pianta che continua a essere trattata come un problema di ordine pubblico invece che come una questione sociale, sanitaria e di libertà. Anche le recenti modifiche al Codice della strada vanno nella stessa direzione, introducendo logiche punitive persino in assenza di un reale stato di alterazione o di pericolo. A tutto questo si aggiunge il fallimento evidente della risposta penale. Il nuovo rapporto di Antigone sulle carceri italiane descrive un sistema penitenziario in grave emergenza strutturale. Le visite di monitoraggio effettuate evidenziano un sovraffollamento cronico, con oltre 64.000 persone detenute a fronte di circa 46.000 posti disponibili. A incidere in modo decisivo è anche il ricorso sempre più esteso alla detenzione per reati legati agli stupefacenti: circa un terzo della popolazione detenuta si trova in carcere per queste fattispecie. Un dato che mostra quanto il proibizionismo contribuisca direttamente all'affollamento carcerario. Il rapporto segnala inoltre un progressivo irrigidimento del regime detentivo, con sempre meno accesso a socialità, lavoro e formazione. Il carcere si allontana così dalla funzione rieducativa prevista dalla Costituzione, mentre aumentano tensioni, aggressioni e recidiva. Il quadro che emerge è quello di un sistema segnato da sovraffollamento, abuso della detenzione e panpenalismo, utilizzato come risposta a marginalità sociale e reati legati alle droghe senza produrre maggiore sicurezza né ridurre la recidiva. DALLA LEGALIZZAZIONE ALLA LIBERAZIONE Non si tratta soltanto di chiedere la regolamentazione della cannabis, ma di mettere in discussione l'intero paradigma proibizionista come dispositivo di controllo sociale. DAL CONSUMO ALLA GIUSTIZIA SOCIALE La libertà individuale è inseparabile dalla lotta contro le disuguaglianze, il razzismo istituzionale, la marginalizzazione e le politiche securitarie. CONTRO RAZZISMO E REMIGRAZIONE Le stesse istituzioni che criminalizzano una pianta alimentano campagne d'odio contro migranti, persone razzializzate, poveri e soggettività marginalizzate. La remigrazione non è un concetto neutro: è il tentativo di rendere accettabili espulsione e segregazione attraverso un nuovo linguaggio dell'estrema destra. DALLA CRITICA SETTORIALE ALLA VISIONE SISTEMICA Il proibizionismo è parte dello stesso sistema che alimenta guerre, devastazione ecologica e sfruttamento. Un'economia che criminalizza una pianta è la stessa che legittima modelli distruttivi fondati su fossili, confini, repressione ed estrazione indiscriminata. DAL SIMBOLO ALLA PRATICA POLITICA La cannabis diventa simbolo di un'alternativa possibile, fondata su cura, riduzione del danno, mutualismo, sostenibilità e libertà collettiva. La Million Marijuana March continua a riconoscersi in questo spazio di convergenza tra movimenti antiproibizionisti e lotte ecologiche, tra pratiche antifasciste e rivendicazioni per i diritti civili, tra opposizione alle economie di guerra e critica ai dispositivi repressivi, tra mutualismo sociale e resistenza ai nuovi autoritarismi europei. Il 13 giugno sosteniamo tutte le persone che sceglieranno di opporsi a razzismo, fascismi e autoritarismi e di costruire una risposta collettiva fondata sulla solidarietà, sulla libertà e sulla giustizia sociale. Vogliamo una città aperta e attraversata dalle differenze, non dai confini. Una città che rifiuti l'odio e la discriminazione e che continui a difendere diritti, dignità e autodeterminazione. Dalla Palestina ai territori attraversati da guerre, occupazioni e repressione, continuiamo a schierarci al fianco dei popoli che lottano per la libertà e contro ogni forma di oppressione. Non è solo una manifestazione. È una presa di posizione. Nessun re. Nessun padrone. Contro proibizionismo, razzismo e fascismi. Per libertà, diritti e autodeterminazione.
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Svalbard, la primavera artica 2026 mostra il volto sempre più instabile del clima La primavera artica 2026 si sta rivelando una delle più calde e anomale degli ultimi anni. Alle isole Svalbard, nel cuore dell’Artico europeo, il mese di aprile ha fatto registrare temperature fino a 12 gradi sopra la norma, piogge intermittenti, fusione precoce della neve e condizioni ambientali così instabili da ostacolare anche le attività di ricerca scientifica.…
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Copernicus: il secondo maggio più caldo a livello globale tra oceani record, segnali di El Niño e caldo estremo in Europa Maggio 2026 è stato il secondo maggio più caldo mai registrato a livello globale dall’inizio delle osservazioni moderne. A certificarlo è il nuovo bollettino del Servizio per il cambiamento climatico Copernicus (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF)…
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BOLIVIA: E' GIà GUERRA CIVILE 40 giorni di sciopero, 14 morti, 90 blocchi stradali permanenti e la richiesta della rinuncia immediata del presidente. Il presidente Rodrigo Paz ieri ha dichiarato lo stato di emergenza e ha inviato militari a Quillacollo e Cochabamba, dove però hanno incontrato forti resistenze. I dimostranti hanno usato dinamite e altri esplosivi, oltre che pietre e bastoni. Parallelamente e in risposta al governo la federazione Chimoré e i cocaleros hanno annunciato che avrebbero preso il controllo della caserma e dei commissariati. A San Julian presso Santa Cruz, i poliziotti, i militari e i fascisti sono stati cacciati e la popolazione ha rafforzato le barricate assumendosi l'approvvigionamento alimentare della popolazione, che è un piccolo primo passo, ma allo stesso tempo un passo importante dell'evoluzione dei punti di blocco in embrioni del potere operaio. A La Paz, i camionisti in rivolta e in sciopero hanno tentato di assaltare i locali, protetti dalla polizia, dei leader sindacalisti che li tradiscono e si rifiutano di combattere per abbattere il potere. Era cominciata come una protesta contro la scarsa qualità e l'aumento della benzina, si è andata radicalizzando come rivolta contro il governo che sta svendendo le risorse del paese e si piega come tutti i governi sudamericani deboli ai ricatti del FMI, tagliando sanità, scuola e servizi e privatizzando tutto. Può diventare una rivoluzione. Altre volte nella recente storia del paese operai e indigeni hanno alzato la testa, affidandosi al MAS di Morales, sono già stati traditi ma l'attuale governo è peggio di ogni cosa e la nostalgia è tragicamente dietro l'angolo... (Foto dagli scontri a Cochabamba) (fonte: Luttes Invisibles)
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For decades, israel has ravaged the land and life in Palestine and spun a story of victimhood for itself on one hand. At the same time, they deny and attempt to annihilate the Palestinian people on the other hand. October 7 was the beginning of the floodgates opening to reveal to the rest of the world the very basis of Israeli colonialisation — theft of land and the massacre of the Palestinian people and especially in Gaza. Moving back in time to understand the origins of the colonial catastrophe that befell Palestine, at a global level of awareness unprecedented, the manicured and well-funded image of a “democratic israel” has begun to unravel. There is no spinning back from here. #globalsumudflotilla
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Immaginate di ricevere ogni mese, con la massima certezza, un versamento in contanti sul vostro conto corrente. Senza condizioni. Senza dover dimostrare di essere disoccupati, senza clausole nascoste e senza dover affrontare alcun labirinto burocratico. Non si tratta di un sussidio di povertà, né di di un aiuto di emergenza di quelli che arrivano troppo tardi. Si tratta del #RedditoDiBase : un'indennità monetaria che tutti i cittadini riceverebbero, dal giorno della nascita fino alla morte, semplicemente per il fatto di essere residente e cittadino. In un mondo che cambia a un ritmo vertiginoso, dove l’intelligenza artificiale e la robotica minacciano migliaia di posti di lavoro e dove la precarietà è già la norma, è necessario mettere sul tavolo soluzioni coraggiose all’altezza della sfida. Per comprendere appieno la proposta e smantellare i pregiudizi, occorre concentrarsi su tre caratteristiche che la rendono unica: Universale: viene erogato a tutti. Sia al vicino in difficoltà che all’imprenditore più ricco della regione. Ciò elimina lo stigma sociale legato al ricevere “aiuti” ed evita che qualcuno venga escluso a causa di un errore burocratico. Ciò significa anche che chi guadagna di più paga più tasse per finanziarlo. Individuale: non viene calcolato per nucleo familiare o famiglia, ma per persona. Ciò garantisce un'autonomia fondamentale, soprattutto per le donne o i giovani che vogliono emanciparsi e che oggi dipendono economicamente da altri. Incondizionato: non è richiesto nulla in cambio. Si può lavorare, cercare lavoro o studiare; il reddito di base non si perde mai. È un diritto di nascita, non un premio per la vulnerabilità. In sintesi, il #RedditoDiBaseUniversale mira a garantire il diritto di esistere con dignità. È uno strumento di libertà che ci permetterebbe di vivere con meno ansia, ridurre o eliminare la povertà, guardare al futuro con speranza e, soprattutto, decidere più liberamente che tipo di lavoro e di vita vogliamo costruire nei nostri paesi e nelle nostre città. - Sergi Raventós, sociologo e assistente sociale #UBI #UniversalBasicIncome
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Nucleare in Italia, Energia per l’Italia: “Tecnologie inesistenti, costi folli e rischio di un doppio binario civile-militare” Il network di scienziati indipendenti critica il rilancio del nucleare annunciato dal governo: piccoli reattori modulari e fusione non sarebbero soluzioni disponibili in tempi utili, mentre restano aperti i nodi di costi, scorie, sicurezza e dipendenza dall’estero.