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Moni_free 8 months ago
🤡🤡🤡🤡🤡 UE: IN ARRIVO IL CONTROLLO DELL'ETÀ ONLINE PER SDOGANARE WALLET DIGITALE In un comunicato stampa l'UE ci fa sapere che sta lavorando ad un metodo per verificare l'età di tutti gli utenti in rete. 1) VERSO LA FINE DELL'ANONIMATO SU INTERNET La scusa per introdurre questo nuovo metodo di verifica dell'identità, che dovrebbe basarsi su un'app che verrà elaborata dalla commissione europea assieme agli stati membri, è impedire ai minorenni di entrare sui siti pornografici, ma nel comunicato stampa stesso è scritto che sarà possibile estendere l'uso dell'app anche per altri scopi. L'obiettivo finale è il wallet digitale europeo, visto che l'app sarà totalmente compatibile con essa. L'app nonostante quanto ne dica l'UE presenta gravi problemi relativi alla privacy e all'anonimato, perché affinché funzioni è obbligatorio che l'utente fornisca una prova reale della propria identità come la data di nascita, un documento o altre informazioni. Si può apprendere che stiano lavorando anche all'implementazione di tecnologie zero knowledge proof che dovrebbero salvaguardare la privacy rispetto a quella tradizionale, ma non è assolutamente così. Infatti queste tecnologie si basano sulla verifica digitale dell'identità tramite un ID digitale che non prevede il dover mostrare un documento, ma questo ID digitale si deve basare su un wallet digitale. Quindi la tecnologia zero knowledge proof significa verifica dell'identità mediante wallet digitale. Infatti andando a leggere le specifiche tecniche è mostrato che l'età può essere verificata in 3 modi: tramite CIE, passaporto o sistemi di identificazione di terze parti. Non è un caso quindi che Google abbia già sviluppato il proprio wallet. Sempre nelle specifiche tecniche è scritto che la verifica dell'età può avvenire on demand, ossia ogni volta che l'utente accede al servizio, oppure solo una volta, quando fa la registrazione. In questo caso il documento utilizzato viene collegato all'account e comporta una perdita di anonimato e privacy. 2) IN QUALI CIRCOSTANZE SARÀ RICHIESTA LA VERIFICA DELL'ETÀ? L'uso della verifica dell'età è disciplinato dall'allegato all'articolo 28 del DSA. C'è scritto a partire da p. 18 che la verifica dell'età sarà richiesta non solo per visualizzare contenuti pornografici, acquistare alcol online o giocare d'azzardo, ma anche in altre circostanze. Ad esempio se i termini e condizioni di qualsiasi servizio prevedono che l'utente sia maggiorenne, può essere utilizzata l'app per verificare l'età anche se non è obbligatorio per legge. Il più pericoloso è il requisito c, dove viene scritto che in qualsiasi circostanza in cui il provider ha identificato rischi per i minori, occorre verificare l'età. Tra gli esempi ci sono: live chat, messaggistica anonima e condivisione di foto e video. Quindi qualsiasi social, per definizione, potrebbe richiedere la verifica dell'età. Sulle linee guida è scritto esplicitamente nelle pp. 20-21 che la verifica dell'età dovrà essere effettuata mediante wallet digitale europeo, e che nel frattempo si potrà usare l'app standalone che poi sarà integrata nel wallet digitale europeo. Quindi come SPID e CIE si tratta di step intermedi per arrivare alla sorveglianza totalitaria digitale assoluta. I paesi in cui quest'app sarà sperimentata saranno: Danimarca, Francia, Grecia, Italia e Spagna. Dopodiché si prevede di estenderla al resto dei paesi UE. CONCLUSIONI Sia sul sito delle specifiche tecniche che su quello del comunicato stampa viene scritto che l'app per la verifica dell'età potrà essere utilizzata per finalità diverse rispetto a quelle originariamente proposte, in base alle necessità degli Stati membri. Recentemente il PD aveva fatto delle proposte di legge tra cui vietare i social ai minori di 15 anni e imporre l'identità digitale per accedere ai social. Se la legge dovesse passare, come al solito l'Italia sarebbe uno dei paesi cavia per il prossimo esperimento sociale del sistema. La deanonimizzazione è una strategia di controllo dell'informazione del WEF.
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Moni_free 8 months ago
🟠🤖 Hi Grok , what is the most likely money to be used in 200 years? You must choose one and only one. image
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Moni_free 8 months ago
Partire per tornare a casa mette sempre un pochino di malinconia....
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Moni_free 8 months ago
BREAKING: 🟠 74% of all Bitcoin is now held by long-term holders, a 15-year high 🙌 Nobody’s selling. image
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Moni_free 8 months ago
Il protocollo RGB è un'innovativa soluzione di secondo livello per Bitcoin che consente la creazione e il trasferimento di asset digitali e smart contract attraverso un sistema di validazione lato client, mantenendo i principi fondamentali di privacy, scalabilità e decentralizzazione senza modificare il protocollo base della blockchain. Il funzionamento del protocollo RGB si basa su quattro principi fondamentali che ne determinano l'architettura innovativa. La validazione lato client rappresenta il cuore del sistema, spostando l'elaborazione delle transazioni e la verifica dei contratti sul dispositivo dell'utente invece che sulla blockchain, garantendo così maggiore privacy e scalabilità. Per assicurare l'integrità e la sicurezza, RGB utilizza commitment crittografici ancorati alla blockchain di Bitcoin, registrando solo gli hash delle transazioni senza rivelare i dettagli sottostanti. Il sistema sfrutta il modello UTXO di Bitcoin come base per associare gli asset digitali agli output delle transazioni: quando un emittente crea un nuovo token, questo viene assegnato a un UTXO specifico, rendendo il possessore della chiave privata corrispondente il legittimo proprietario dell'asset. Completano l'architettura i "single-use seal" (sigilli a uso singolo), meccanismi crittografici che impediscono la doppia spesa garantendo che ogni stato o asset possa essere modificato una sola volta. Questo sistema consente di elaborare smart contract complessi mantenendo la compatibilità con la Lightning Network, permettendo così transazioni veloci e a basso costo come layer 3. La creazione e il trasferimento di asset tramite RGB segue un flusso ben definito. Inizialmente, l'emittente genera un nuovo asset tramite un contratto di "issuance" che definisce tutti i parametri del token (nome, ticker, circolante, ritmo di emissione) e lo assegna a un UTXO specifico sulla blockchain di Bitcoin. Successivamente, quando si effettua un trasferimento, il protocollo funziona come un Directed Acyclic Graph (DAG) dove ogni nuova transazione richiede la conferma di almeno due transazioni precedenti per essere registrata sulla rete. Il protocollo permette anche il "batching" delle transazioni, consentendo di raggruppare più trasferimenti RGB in un'unica transazione Bitcoin. Ad esempio, se un utente vuole inviare token a 20 destinatari diversi, non dovrà effettuare 20 transazioni separate sulla blockchain, ma potrà semplicemente includere i 20 commitment RGB in un'unica transazione Bitcoin, ottimizzando così l'efficienza e riducendo i costi. Questa caratteristica diventa particolarmente rilevante in previsione dell'integrazione con Lightning Network, che permetterà trasferimenti di asset ancora più rapidi ed economici. La privacy rappresenta uno dei principali punti di forza del protocollo, dato che tutti i dati relativi ai trasferimenti sono conservati sul lato client, rendendo impossibile per un osservatore esterno distinguere una transazione Bitcoin contenente un commitment RGB da una normale. Questo approccio offre vantaggi significativi rispetto ad altre soluzioni di tokenizzazione su Bitcoin: un osservatore della blockchain non può estrarre informazioni sulle attività finanziarie dell'utente e il destinatario condivide con il mittente solo UTXO ciechi (hash della concomitanza di bitcoin con impegno RGB). Per rafforzare ulteriormente la privacy, RGB implementa un meccanismo crittografico che nasconde gli importi nella cronologia dei trasferimenti, offrendo una visione offuscata del comportamento finanziario anche ai futuri proprietari degli asset. Eliminazione di intermediari, federazioni o validatori esterni Preservazione dei principi di decentralizzazione e self-custody Compatibilità con Lightning Network come layer 3 per scambi rapidi di token Maggiore efficienza nelle transazioni attraverso il batching degli UTXO Impiego di single-use seal per prevenire frodi e double-spending La tokenizzazione di asset reali rappresenta uno dei casi d'uso più promettenti di RGB, permettendo di trasformare proprietà immobiliari, azioni o materie prime in token digitali sulla rete Bitcoin. Grazie alla sua architettura innovativa, il protocollo consente anche lo sviluppo di identità digitali, scambi decentralizzati (DEX) e applicazioni di finanza decentralizzata, mantenendo la sicurezza e la privacy che lo contraddistinguono. Rispetto ad altre soluzioni di tokenizzazione su Bitcoin, RGB offre vantaggi significativi in termini di scalabilità e riservatezza: mentre i protocolli tradizionali (come BRC-20) si affidano a nodi completi e memorizzano dati direttamente on-chain attraverso metodi come OP_RETURN o Ordinals, RGB mantiene i dati off-chain e utilizza solo commitment crittografici, risultando più efficiente e riservato. Il sistema, introdotto inizialmente nel 2016 da sviluppatori come Giacomo Zucco e Peter Todd, continua a evolversi con nuove implementazioni come RGB++, che estende ulteriormente le capacità di smart contract sul livello L2 di Bitcoin. image
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Moni_free 8 months ago
I paesi che ho visitato.. Ne ho ancora tanti da visitare! image