Fate quello che volete, ma sembra che il fumo crei dipendenza.

Est modus in rebus.
Il mio dubbio, e timore, per il futuro di nostr era la possibilità che prendessero piede relay tematici a pagamento.
Da qualche giorno però leggo note riguardo abbonamenti e contenuti visibili a pagamento.
La questione è semplice, ma essenziale.
Il protocollo deve garantire che le note siano sempre accessibili liberamente, o certe note possono essere disponibili solo se soddisfatte determinate condizioni?
Nel primo caso avremmo un flusso libero e incontrollato di informazioni, che, in completa autonomia, potremmo moderare e parzialmente gestire.
Nel secondo caso alcune informazioni, i cosiddetti contenuti, diverrebbero accessibili a quella parte di utenti disposta a soddisfare le condizioni di altri utenti. Certamente sarei libero di rigettare tali condizioni, ma resterebbe il fatto che, per motivi sostanzialmente economici, alcune informazioni sarebbero oscurate.
Riassumendo: dall’apprezzamento per il contributo di un utente, ad esigere tale apprezzamento come condizione.
In tutta onestà, preferisco il primo caso. Più semplice, più efficace e, a mia modesta opinione, più in linea con lo spirito che ha guidato la nascita di nostr.
Monetizzare i contenuti è sempre possibile utilizzando mezzi collegati a nostr, ma distinti dal lato social del protocollo.
Mi spiacerebbe vedere un’altra buona idea stravolta dalla solita “religione” del mercato.
«est modus in rebus sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum.»
No pain. No gain.
Leggevo poco fa un post di @bmaxi89 che riproponeva il concetto espresso nel titolo di questa mia nota.
Semplice buonsenso. Semplice applicazione di un principio derivato dall’esperienza.
Eppure… Oggi vale il principio esattamente opposto.
Siamo indotti a considerare il possesso come un valore assoluto e non come il risultato di un impegno. Possediamo le cose prima di averle guadagnate. Ingrassiamo i mercanti e chi ci presta il danaro per acquistare beni che vorremo rimpiazzare prima ancora di aver estinto il debito.
La vita a debito non è un futuro distopico, è un presente terribile.
Servi.
In uno Stato in cui esistano leggi che impongano di pagare enti privati i cittadini sono servi.
Quali e quante aziende private vengono pagate per legge?
Il figlio inetto.
Fateci caso.
L’inettitudine è divenuta un assioma.
In mancanza di regole, leggi, indicazioni e consigli, insomma lasciati a noi stessi, scaraventeremmo il mondo nell’abisso.
Non vediamo, non capiamo, non abbiamo gli strumenti. Siamo solo “normali”, di una normalità che non basta più.
Allora, per il nostro bene, per il bene di tutti, andiamo regolati, vincolati da leggi. La via giusta deve essere l’unica che possiamo percorrere. Il buonsenso e l’ovvio sono solo pericolosi falsi maestri.
Siamo i figli che, temendo di ritrovare la casa in fiamme, non lasceremmo mai a casa da soli.
I’ve been searching for a while, but I didn’t find anything that suites my taste.
How do you sell your digital art without being treated as milking cows and keeping at least some degree of privacy?
Comfortably numb.
Appurato ormai come e dove veniamo educati ad essere consumatori ideali, non sarebbe opportuno coltivare una confortevole insensibilità e tornare a valutare le nostre necessità in completa indipendenza?
Non è sufficiente liberare il denaro, se poi non capiamo da soli come spenderlo.
Pensieri dopo una cerimonia.
(torna il pippone fantafilosofico)
La realtà ci appare in forma obesa, estatica, simulata.
Divora di sé stessa, contrappone l'osceno al più osceno, sogna modelli irraggiungibili.
La realtà si proietta sugli schermi della rete, dell'informazione, della falsa autorevolezza.
Ogni effetto una causa, ogni causa un responsabile, ogni responsabile un bersaglio.
Troviamo ancora, guardando dentro di noi, qualche traccia del destino, del fato, del rito che ci permettevano di comprendere la realtà in un modo diverso?