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Non smetto di cercare la verità e vivo la vita con passione
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Moni_free 5 months ago
Nessun sogno della mia mente cancellerà MAI un sogno del mio cuore! Gabriele D'Annunzio
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Moni_free 5 months ago
Non crediamo a tutto quello che ci raccontano! Verifichiamo e prendiamo le decisioni con la nostra testa!
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Moni_free 5 months ago
🔥 Nepal in rivolta: 48.000 download per Bitchat di Dorsey durante le proteste Di recente il Nepal è stato teatro di violente manifestazioni contro la corruzione governativa. Nel mezzo della repressione, le autorità hanno temporaneamente bloccato Facebook, Instagram, WhatsApp e YouTube. La risposta dei cittadini? Un boom di oltre 48.000 download di Bitchat, l’app di messaggistica decentralizzata lanciata da Jack Dorsey, che funziona senza internet grazie alle reti mesh Bluetooth. Con un aumento del 1.400% in pochi giorni, il Nepal è diventato il primo mercato mondiale per Bitchat. L'articolo di Atlas21. ⬇️ #news #bitcoin image
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Moni_free 5 months ago
BEHOLD: 🇪🇸 The Bitcoin Street in Barcelona, Spain 🙌 image
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Moni_free 5 months ago
Un lavoro offre stabilità, ma un'attività imprenditoriale apre le porte alla vera libertà e a una crescita illimitata. Nel mondo di oggi, sempre più persone si chiedono: un lavoro tradizionale è ancora la strada migliore o il business è la strada migliore da seguire? Approfondiamo perché il business surclassa davvero un lavoro, soprattutto se la crescita a lungo termine e una vera indipendenza contano di più. Perché il business vince sul lavoro? Il business permette alle persone di progettare il proprio destino, liberarsi da stipendi fissi e attingere a un potenziale di guadagno illimitato. A differenza dei lavori di routine, il business riguarda l'innovazione, la risoluzione di problemi reali e la costruzione di qualcosa di unico ogni giorno. Gli imprenditori possono decidere i propri orari e creare opportunità, invece di aspettare promozioni o aumenti annuali. Possibilità illimitate. Essere un imprenditore significa accettare il rischio, ma anche raccogliere grandi ricompense. Non c'è limite al successo: dipende da visione, creatività e determinazione instancabile. Mentre il lavoro offre sicurezza, le aziende aiutano le persone a crescere oltre i propri limiti, a sviluppare capacità di leadership e a lasciare un segno duraturo. Pronti a fare il grande passo? Scegliere un'attività invece di un lavoro significa muoversi verso l'autosufficienza, la libertà finanziaria e un'eredità personale. Il percorso non è facile, ma la soddisfazione di costruire qualcosa da zero supera di gran lunga la comodità di uno stipendio sicuro. Ricordate: "Il rischio più grande è non correre rischi". Quindi, perché accontentarsi di meno quando è il business a fare la vera svolta? #lavorovsbusiness #businessisbest #imprenditore #motivazione #mentalitàdisuccesso #libertàfinanziaria #sognareingrande #lamentalitàcontaSe questo ti ha ispirato, continua a seguirci per altri suggerimenti per il successo e consigli pratici. Da che parte stai: lavoro o business? Scrivi i tuoi pensieri qui sotto e non dimenticare di iscriverti per non perderti altri contenuti! Esclusione di responsabilità sul fair use Questo video ha scopo educativo e formativo, e rientra nella Dottrina del fair use (17 U.S.C. §107). Fornisce commenti originali, critiche e una revisione attenta, apportando un valore aggiunto che va oltre le fonti originali.
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Moni_free 5 months ago
Chi rimane in Fiat, deve usare la fantasia.... image
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Moni_free 5 months ago
Sosteniamola con donazioni in Bitcoin Gli Usa impongono una vita da paria ad Albanese: “Pago solo in contanti” di Nicola Borzi La relatrice dell’Onu colpita da Trump&C. Fino a 20 anni di carcere e multe da 1 milione di dollari, nel caso dei cittadini Usa. Ma anche sanzioni civili che possono arrivare fino al doppio di ogni transazione o a un massimo di 320 mila dollari per ciascuna violazione. Ecco cosa rischia chiunque riceva o versi denaro a Francesca Albanese, la giurista italiana esperta di diritto internazionale e diritti umani che dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Con una decisione dell’amministrazione Usa datata 9 luglio, ad Albanese è stato vietato l’accesso al sistema finanziario statunitense. Non basta: per le sanzioni secondarie, qualunque istituzione finanziaria non si conformi al bando Usa contro Albanese, le apra o tenga aperto un conto corrente, accetti pagamenti o incassi per lei rischia la chiusura dei suoi rapporti negli Usa e il rifiuto dell’accesso ai pagamenti in dollari. Così dal 9 luglio Albanese, residente a Tunisi, è di fatto un paria in tutto il mondo: non ha più un conto corrente né una carta di credito, non può effettuare pagamenti digitali o ricevere i suoi stipendi. Suo marito, un italiano che lavora per la Banca mondiale di Washington, e sua figlia, nata negli Usa, rischiano pesanti pene detentive e multe milionarie se pagano per lei o le prestano soldi. Tutto deriva dall’ordine esecutivo del presidente Usa Donald Trump del 6 febbraio contro i giudici della Corte penale internazionale dell’Aia, “colpevoli” di aver emesso mandati di arresto contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra a Gaza. Il 16 giugno, come Relatrice speciale sui territori palestinesi occupati Albanese ha presentato all’Onu il rapporto intitolato Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio. Le ritorsioni di Washington non si sono fatte attendere: il 9 luglio le sanzioni Usa sono state estese anche a lei. Il segretario di Stato Marco Rubio l’ha attaccata dicendo che la sua “campagna di guerra politica ed economica contro gli Usa e Israele non sarà più tollerata” e contestandole “illegittimi e vergognosi sforzi per fare pressione sulla Corte penale internazionale affinché agisca contro funzionari, aziende e leader statunitensi e israeliani”. Né gli Stati Uniti né Israele sono parte della Corte, “il che rende la sua azione una grave violazione della sovranità di entrambi i Paesi. Albanese ha fomentato l’antisemitismo, espresso sostegno al terrorismo e disprezzo per gli Stati Uniti e Israele”, ha detto Rubio. Albanese ha denunciato questo attacco senza precedenti in una conferenza stampa organizzata due giorni fa in Senato da Alleanza Verdi Sinistra: “Dal 9 luglio, data delle sanzioni Usa, aspetto una soluzione che non arriva. Sono l’unica funzionaria Onu colpita da queste sanzioni. Ho provato ad aprire un conto in Italia con Banca Etica ma non è stato possibile, sto cercando di sondare altri istituti ma sinora senza soluzione. Mio marito ha il conto negli Usa perché lavora in Banca mondiale, ma non può ricevere né versare soldi a me, è passibile di arresto e di multe. Per venire in Italia ho dovuto farmi prestare soldi da mio fratello. Vivo solo con il contante o grazie a carte di credito di terzi, ma è una condizione insostenibile. La situazione può essere sbloccata solo da un deciso intervento del governo italiano e della Ue”. Sinora, però, tutto tace. image